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Gli Infermieri e gli altri Operatori Sanitari, in prima linea nella gestione epidemiologica Covid- 19, si sono rivolti alla segreteria NurSind AP per segnalare differenti criticità nei due pronto soccorso dell’Area Vasta 5 (S.O. “C.&G. Mazzoni” e “Madonna del Soccorso”), che stanno quotidianamente incontrando nell’emergenza coronavirus.

La quarta ondata di Covid avanza e i pronto soccorso dell’Area Vasta 5 sono orami al collasso, per mancanza strutturale di posti letto e scarsa organizzazione programmatica. A distanza di quasi due anni dalla prima ondata Covid-19, risulta che l’Area Vasta 5 ed in particolare l’ Asur, non hanno progettato un piano pandemico da attivare in prospettiva della nuova e prevedibile quarta ondata Covid, apparendo quasi impreparati alla gestione del picco dei nuovi contagi.

Oltretutto, neanche alla parte sindacale risulta essere stato comunicato ufficialmente alcuna notizia del nuovo ipotetico assetto strategico.

I pazienti Covid ricoverati in “OT rossa ex Murg AP” (reparto non a norma per motivi già notificati alla Procura di Ascoli Piceno), risultano essere 5 di cui 1 intubato. Gli infermieri e gli OSS si dichiarano stanchi, affaticati e sottomessi ad una quotidianità deprimente, che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile.

Per essere ancora più espliciti, il turno di lavoro di un operatore sanitario si articola in 8 ore, così suddivise: circa 4 ore con indosso tute e DPI avanzati e a seguire, altre 4 ore a gestire i codici rossi in pronto soccorso.

 

Il personale infermieristico ed Oss è logorato dalla tipologia di assistenza scatenata dalla pandemia; molti, anche giovani sono al limite della sopportazione a causa del crescente carico di lavoro e del conseguente fortissimo stress, in quanto escono distrutti al termine del turno, senza nessuna garanzia di poter godere del riposo, perché l’indomani tutto ricomincia da capo. Questa situazione ingravescente produce progressiva apatia, rendendo i professionisti più simili ad uno zombie che ad un essere umano. E’ chiaro che questa situazione allarma e preoccupa anche la rappresentanza sindacale, perché gli operatori sanitari potrebbero anche recedere subito dalle clausole contrattuali, a causa della perversa gestione dalla parte datoriale. Gli infermieri in servizio sono insufficienti, ma ciò non giustifica la scelta che le amministrazioni prendono pur di tenere in piedi immutato questo sistema, di “dissanguare” ancora di più le poche risorse umane rimaste ancora attive.

Pertanto, L’O.S. NurSind chiede a tutti i vertici locali e centrali di promuovere la riapertura di un reparto Covid a norma di legge, con una dotazione appropriato di personale, in rispetto ed aderenza del contenuto del DECRETO LEGISLATIVO 8 APRILE 2003, N. 66.

Distinti saluti

Il Segretario Territoriale NurSind Ascoli Piceno

Maurizio Pelosi

 

 

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