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Arrivano ogni sera dalla Slovenia e sono diretti verso le RSA di Treviso, per fare il turno di notte; gli infermieri dell’est, pendolari dell’assistenza, guadagnano 360 euro a turno, per arrivare, esclusi i festivi, a 8000 ero al mese.

Le RSA soffrono della fuga degli infermieri italiani, che complice la pandemia, hanno deciso di migrare verso gli ospedali pubblici o di intraprendere la libera professione.

Miseri stipendi, diritti negati, carico di lavoro eccessivo, carenza di personale, demansionamento, hanno accelerato l’uscita degli infermieri dalle RSA, che sono costrette adesso a reperire personale all’estero., che fiutato l’affare, offre a caro prezzo assistenza privata.

Su 75 infermieri che operano nelle Rsa dell’Israa entro Natale ben 25 lasceranno l’impiego per diventare liberi professionisti o andare in pensione. La struttura non è rimasta con le mani in mano e ha cercato nuovi operatori.

«Ne abbiamo individuati 40, siamo stati di manica larga visto l’enorme turnover che ci vede sempre in debito di organico. Abbiamo cercato infermieri in Italia, impossibile, allora li abbiamo trovati all’estero: Argentina, Brasile, Tunisia, Moldavia, Albania» spiega Giorgio Pavan, direttore dell’Israa di Treviso, sulle pagine de La tribuna di Treviso, confermando un trend che già vede il 50% delle figure assistenziali composto da lavoratori e lavoratrici che non sono di nazionalità italiana. L’analisi del direttore Pavan prosegue: «I numeri del nostro personale rischiano di ridursi sempre più, se ne vanno via in 3 e riusciamo a sostituirne 2, aumentano straordinari e salti ferie».

 

Fonte: https://www.infermieristicamente.it/articolo/14641/fino-ad-8-mila-euro-al-mese-per-fare-le-notti-la-carica-degli-infermieri-sloveni-a-treviso

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